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Certe volte, soprattutto tenendo in considerazione il numero sempre crescente di persone che migrano per trovare un lavoro, prendere un aereo per visitare i parenti lontani o trasferirsi altrove è proprio una necessità irrinunciabile.

Ma come comportarsi se si viaggia con un bimbo piccolo o addirittura appena nato al seguito? Sfatiamo un mito popolare: viaggiare con i bebè è possibile, basta però adottare determinati accorgimenti.

Niente panico durante il volo

Prima e fondamentale regola da osservare: non vi lasciate prendere dal panico né per il volo in sé né per la sicurezza del bambino: trasmettereste inutilmente una certa ansia al piccolo che vivrebbe l’esperienza in maniera tutt’altro che rilassata.

State sereni anche perché ormai le compagnie aeree sono più che attrezzate per affrontare questo genere di situazioni. Prima di partire infatti, soprattutto se la tratta da affrontare è abbastanza impegnativa, chiedete ai responsabili del servizio clienti se è possibile accedere al baby cot, ossia una piccola culla destinata ai bambini che non abbiano ancora sei mesi di vita.

In alternativa, soluzione che stavolta riguarda i pargoli fino ai due anni d’età, potreste chiedere dell’infant seat ossia di uno speciale seggiolino da viaggio da posizionare al vostro fianco.

Se né l’uno né l’altro servizio sono al momento disponibili invece potreste optare per ottenere l’autorizzazione a portarvi dietro il vostro seggiolino per auto: non sono poche le compagnie aeree che, accertatesi dell’effettiva idoneità al volo dell’oggetto, danno il loro assenso senza troppe complicazioni.

Chiaramente alcune di queste soluzioni prevedono che il piccolo occupi uno dei sedili dell’aereo, potete facilmente intuire cosa ciò significhi: dovrete pagare un biglietto e prenotare un posto anche per il cucciolo.

Se non siete disposti a sborsare del denaro per far viaggiare il vostro piccolo tesoro, allora potete scegliere di tenere in braccio il pupo per tutta la durata del volo impegnandovi anche ad allacciare all’occorrenza le cinture di sicurezza. Tale soluzione, ovviamente, ben si adatta a tratte corte e poco impegnative (e a bimbi tranquilli).

Decollare ed atterrare: come comportarsi?

Ok, consapevoli di quello che vi aspetta, avete preso la vostra decisione e avete prenotato per il piccolo, in base alle vostre necessità, una culletta o un posto a sedere oppure vi siete accontentati di tenerlo in braccio per tutta la durata del volo.

Adesso però si parte. Sapete già come comportarvi? La cosa che più dovete temere in questa fase è senza dubbio l’eccessiva pressione che il bambino, con enorme fastidio, avvertirà a carico delle orecchie. Sicuramente capiterà anche a voi, ma, in quanto adulti, vi basterà deglutire un paio di volte o, se preferite, fare un grosso sbadiglio e tutto passerà.

Ai bambini, soprattutto ai neonati, è difficile far capire questo meccanismo. Per ovviare ad ogni problema quindi mentre l’aereo decolla mettete in bocca al piccolo il suo ciuccio preferito, attaccatelo al seno o dategli un biberon con dell’acqua. In questo modo lo indurrete a deglutire anche se il bebè non è ancora in grado di compiere questa operazione, per così dire, a comando.

Utile è poi, soprattutto se con voi viaggia un marmocchio già più cresciutello, spingerlo a soffiarsi il naso. Anche in questo caso quella fastidiosa sensazione di pressione alle orecchie svanirà praticamente subito.

Ripetete ovviamente l’operazione che avete compiuto in fase di decollo anche al momento dell’atterraggio.

E la pressurizzazione?

Molte mamme, ansiose per definizione, evitano di prendere l’aereo durante la prima fase della vita e della crescita del loro bebè. Una delle cose che più le spaventa è la possibile reazione che il corpicino del figlio potrebbe avere alla pressurizzazione (ossia quel fenomeno che progressivamente riduce la pressione esistente all’interno dell’aereo fino ad attestarsi ad un limite standard sopportabilissimo per il corpo di un adulto).

Va detto che certo per un fisico così piccolo e fragile non deve essere una bella sensazione, ma, in linea di massima, anche un neonato di poche settimane potrebbe resistere alla pressurizzazione. Ciò però soltanto se il piccolo è perfettamente sano e soprattutto non ha delle patologie congenite a carico del cuore. Qualche dubbio invece sussiste ancora per i prematuri.

In linea di massima quindi, prima di prenotare il biglietto aereo anche per il bimbo, è bene sottoporlo ad una accurata visita medica.

Foto copertina by Paul Hanaoka on Unsplash.

Post Author: Conciliatempo

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